StePius - poesie e interpretazioni a soggetto

Questi testi sono scritti da me. Sono libere interpretazioni, scritture filosofiche, narrazioni e poesie. Piccole pillole di vita a volte inutili, come la vita stessa, a volte belle, come il sogno ci insegna.

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06 febbraio 2016

L'orologio che non porto


La tua nuova freddezza adulta,
la voce di chi consulta gli oracoli
e in mezzo agli ostacoli
trova risposte certe
mentre io rimango
tra coperte troppo corte
e sporte di spesa vuote
muovendomi pigro
tra ragioni ignote
di cui migro il peso o l'ovvietà:
la gravità è un danno,
la leggerezza salvezza,
mi appunto sulla giacca
la tua bellezza
e il tuo distacco sul polsino,
proprio vicino all'orologio
che non porto,
così da non sapere distinguere mai
qual è l'ora giusta
e quale quella che ha torto.

30 gennaio 2016

La bellezza del deserto


La bellezza del deserto,
quel pozzo appena scoperto
che non immaginavi nemmeno esistesse,
una donna che tesse la tela
in attesa del suo marinaio
e questo sole che bacia gennaio
nonostante la sua timidezza,
sotto i portici dei nostri cortili,
nell'erba gialla che ancora s'aggrappa
alla scia secca dei fontanili,
dentro tutti quei sogni infantili
che ti fanno crescere e respirare,
sopravvivere a cose e persone,
alla punta della lingua di un'aspide,
alla coda dello scorpione
ma l'acqua è troppo pura,
già cura ogni pozione
e nel petto che sembrava riarso
d'improvviso fiorisce una nuova emozione.

22 gennaio 2016

Sulle rive del mio Eufrate

margherita
All'alba delle tre
girano pensieri
che di giorno dormono
e si scoprono verità
che spesso il sole nasconde;
qui,
sulle rive del mio Eufrate,
dove margherite ricamate sulle sponde
giocano a togliersi i petali,
immaginando un destino migliore,
e restano nude
perchè un fiore senza corolla non si chiude
e un cuore troppo leggero
sempre si illude e mai si incolla;
cercano di chiudere profumi in un'ampolla,
cercano di dare nomi alla fede e all'esperienza
ma l'essenza che resta
quando ti spogli di tutto,
tranne che di te,
risplende nel silenzio perfetto delle tre.

16 gennaio 2016

La forza di perdonarmi

azzurro freddissimo
In questo azzurro freddissimo
cerco di amare il mio prossimo
e di vivere come se fossimo destinati
a ripetere la stessa azione all'infinito;
certo, molte volte mi sono tradito,
molte altre mi tradirò:
sensi di colpa come tristi gendarmi
però basterà un tuo sorriso
per ritrovare la forza di perdonarmi.

26 dicembre 2015

Mentre devastano Timbuktu


Amore mio,
io non sono perfetto
e spesso scrivo di getto
pensieri confusi,
a volte felici,
a volte tristi,
mentre ribelli jihadisti
devastano Timbuktu
e tu ancora insisti
a rimanere lassù,
dove le idee
danzano senza catene,
dove il bene non si mescola al male:
ma per quanto ancora ci vuoi restare?
Lo so, forse siamo solo il sogno di un animale,
nemmeno troppo intelligente,
ma amore mio,
non si può sempre non rischiare niente,
nella purezza più assoluta
perciò scendi,
coraggio,
c'è più ricchezza in un sacco di iuta
che nella punta di un diamante,
non avere paura,
ti ho già amata tante volte,
ancora prima che tu esistessi,
ancora prima che scrivessi di te,
inventandoti solo quel poco che basta
per poterti chiedere di fidarti di me.

19 dicembre 2015

Carbone e miele

carbone miele
Carbone e miele,
la mia indecisione,
questa linea sottile
tra il nero e l'arancione;
scrivo il tuo nome nel veleno
mentre passa il treno della tentazione
e spunta un regalo sul binario:
il mondo è uno,
il mondo è vario,
ma sì, lasciamo perdere,
che non si può sempre vincere,
non ci si può arrendere
ma nemmeno sparare:
lasciati scaldare dolcemente
anche nelle giornate più amare.

05 dicembre 2015

4.44


Alle quattro e quarantaquattro
nessun rumore fa baratto col silenzio
e in questo tempio di luci stanche
anche l'uomo più grande
avvertirebbe la sua piccolezza.
A volte invidio l'istinto animale
o semplicemente la grossezza d'animo,
il trionfo impavido dell'inconsapevolezza:
la verità è che in certe notti
che sfumano in mattina
c'è troppa assenza, c'è troppa brina
e si spera che prima o poi ritorni il sole
ma l'inverno non vuole passare,
gli orologi sono fusa di gatto,
scivola su un'unghia lo smalto
mentre il campanile più alto
ancora tace il suo quarto.

25 ottobre 2015

L'ora del sole


E' tornata l'ora del sole
mentre un tempo che sa solo rubare
spara alle cicale
e risparmia le formiche
indaffarate a consumare
cose di poco conto
in quantità industriale;
io preferisco oziare,
cantare qualche canzone
mentre nessuno mi sente,
pensare a niente,
pensare a te,
pensare al quasi,
pensare che tutti questi colpi
non mi hanno ancora ammazzato,
sono solo spifferi
tra il costato e la mente:
si strappa la pelle del cuore
ma il cuore del cuore
ha un cuore resistente.