StePius - poesie e interpretazioni a soggetto

Questi testi sono scritti da me. Sono libere interpretazioni, scritture filosofiche, narrazioni e poesie. Piccole pillole di vita a volte inutili, come la vita stessa, a volte belle, come il sogno ci insegna.

=> Il mio libro per bambini: Filastrocche al cellulare <=

17 dicembre 2014

Almeno un sorso di te


Dammi almeno un sorso di te,
della tua anima nuda.
Chissà se in quest'ora cruda
la gente spera ancora;
io spillo il latte freddo
delle tre e mezzo di mattina:
farei prima a non dormire nemmeno
e a rimanere qui, coi caloriferi spenti,
in balia delle mie mosse irrequiete,
mentre tu sogni e inventi la mia sete.

08 dicembre 2014

Poco condito


Non so riempire di frasi vuote
questa mia parte di vita:
delle illusioni che l'hanno farcita
ho fatto un falò,
mi ci scalderò durante l'inverno,
fermo sotto un lampione
come una puttana senza nome
su cui alcuni puntano le voglie
mai soddisfatte dalla moglie,
altre il dito
inciso col nome del perfetto marito.
Non ho mai tradito me stesso,
la mia accidia, la mia malinconia,
il mio riso amaro poco condito
o il mito insistente dell'amore per sempre;
ora puoi restare od andare,
io non dirò niente
che possa intralciare questo cielo:
sembra quasi stia per piovere
ma da qualche parte
sta piovendo davvero.

18 novembre 2014

Madre nera

Madre nera,
che bisogno c'era di partorirmi bianco
e di lasciarmi naufragare
sulla costa dell'anima più occidentale?
Fammi tornare indietro
a toccare la notte che hai disegnato per me
come se non ci fosse più bisogno del sole,
fammi sentire l'amore
che troppa sagacia ha raffreddato
e quei baci silenti
su questa bocca che invano ha parlato,
in questo prato di gigli di campo
che non lascia scampo alla foresta.
Madre nera,
lascia che io appoggi la testa
e mi addormenti
prima che diventino troppo taglienti
i ragionamenti di intelligenti profeti,
lasciami morire sul tuo seno
nel tentativo estremo
di credere di avere vissuto
con quell'istinto già estinto
che non ho mai ricevuto.

08 novembre 2014

Foliage folie (canzone da quattro foglie)


A quattro foglie di distanza da te
in questo letto d'arancio autunnale,
a quattro foglie di distanza da te
che vorrei sfiorarti, baciarti ed amare,
a quattro foglie di distanza da te
che mi hai già detto che volerti non vale,
a quattro foglie di distanza da te,
se sono cinque non so neanche contare.

27 ottobre 2014

Ora illegale


Nel tempio di questo silenzio
non so più quale dio pregare,
ora che il freddo di ottobre
ha massacrato tulipani e zanzare
però mi piace restare qui
come un ladro in quest'ora illegale
a sfogliare romanzi mai scritti,
a cicalare di cielo ai soffitti,
a indagare su certi diritti
fragili e rari come aurore boreali;
così passano le notti,
dentro un cubo di cemento
immaginando di avere le ali
o forse vorrei solo il tuo respiro,
giro d'incenso profumato
nel buio di questo silenzio
che non ricordo più quando ho pregato.

18 ottobre 2014

Rompete le righe


Mille perché se ne stanno lì in fila
come soldati comandati da un sergente di ferro
ma oggi ho solo voglia di pace
e mi piace pensare che ogni tanto
passando tra i tuoi pensieri
ti porto un sorriso
come un fiore che anche reciso
insiste a espandere il suo aroma,
anagramma d'amore,
pallottola e rossetto,
così ti guardo aggrappata a causa effetto:
non ho mai trovato il momento perfetto
per dirti quello che ti ho spesso scritto
per questo non c'è pane ma soltanto spighe;
la guerra è un abbaglio:
rompete le righe.

12 ottobre 2014

Sono così bello


Sono così bello
e non si tratta di una giacca o di un maglione,
sono nel mio periodo di purezza e di dolore:
non potevi trovare momento migliore
per passare di qui;
non ho bisogno di un occhiale o di un cappello,
sono così bello
che tutto quello che indosso
non copre la mia anima,
sarà che ho perso tutto,
sarà che non ho niente
ma sono così bello
che ho il cuore trasparente.

03 ottobre 2014

Tutto il mare del mondo

E tutto il mare del mondo
si è versato in una brocca,
sciocca un'onda sbatte sulla sponda di vetro
ed io non riesco più a trattenere
quest'acqua salata che vuole ritornare
da dove è arrivata
così butto sassi,
costruisco dighe
ma più ne accumulo
più il calice trabocca:
morirei sulla tua bocca
ed invece sverso inchiostro;
non c'è più un posto dove sorga il sole,
dentro il vino un ubriaco
trova un letto e cerca amore.