StePius - poesie e interpretazioni a soggetto

Questi testi sono scritti da me. Sono libere interpretazioni, scritture filosofiche, narrazioni e poesie. Piccole pillole di vita a volte inutili, come la vita stessa, a volte belle, come il sogno ci insegna.

=> Il mio libro per bambini: Filastrocche al cellulare <=

20 novembre 2016

La differenza è


La differenza è
tra amare e volersi bene,
la differenza è tra stare insieme
e farsi compagnia,
la differenza
è tra la passione,
e la freddezza del ragionamento,
la differenza
è la mia
e me la stringo
fino in fondo
anche se il mondo dice di lasciare andare,
di slacciare fino all'ultimo nodo,
di non danzare a piedi nudi sopra un chiodo
ma io sono diverso,
io non so stare senza,
io sono del tutto uguale
alla mia differenza.

31 ottobre 2016

Halloween night


Halloween night
"Ehi,
come stai?"

Mi basterebbe questo
e forse proprio perchè lo sai
non chiedi niente
e te ne stai sul trespolo
a girare il mappamondo.
Com'è profondo questo silenzio
di spiriti e fantasmi bianchi e neri,
come vagano i pensieri
per le vie mascherate di nebbia:
siamo pipistrelli ciechi
perduti nel viavai,
amari dolcetti,
beffe pennute e calamai
ma mi farebbe sentire più vivo
se mi chiedessi
"Ehi,
come stai?"

30 ottobre 2016

Mentre le cattedrali tornano alla polvere


Mentre le cattedrali
tornano alla polvere
cerco di cogliere il senso
di questo tempo
di nebbia e vino
che lento mi attraversa le vene
ma mi strabordano solo pochi pensieri:
che ti voglio bene,
che questa vita presenta sempre nuovi sentieri
ma siamo noi a scegliere quali seguire,
che morire baciandoti
non sarebbe poi male,
che se anche ogni cattedrale
cadesse per le scosse,
io non tremerei
perchè tenderei la mano per salvarti
tra frammenti di santi e crepe di lesene,
per vivere e guardare avanti
o fosse solo per morire insieme.

16 settembre 2016

Illusioni di luna piena


Il mio cuore non frena
e sbatte addosso alla luna piena
come una falena ottusa
illlusa da una lampadina;
tu stendi le tue regole
su tappeti di spine
e tracci un confine
tra il dovere e il desiderio
mentre io faccio del mio meglio
per infrangere calici vuoti,
brindisi mancati
consegnati all'eterno
come il mio volo
destinato allo stallo
sul fondo di un bicchiere
bagnato di giallo.

03 settembre 2016

Farsi mancare te


Farsi mancare te,
come trattenere il respiro,
come attaccarsi a un aquilone,
come illustrare il libro della ragione
con tutte le sfumature del sentimento.
Le stelle non parlano
ma ci osservano,
da troppo tempo non capiscono,
tradiscono emozioni,
bambine cresciute ai confini
del cielo e del tempo.
Farsi mancare te,
fingendo che sia tutto normale:
camminare, scrivere,
volersi bene, farsi male.

10 luglio 2016

Davanti alla tua porta


Da troppo tempo
resta chiusa questa porta
ma come un mendicante cieco
ho bussato un'altra volta,
la realtà è una foto storta
che non so da quale parte girare
così preferisco sognare
mentre precipito dalla tromba delle scale
trascinando con me
qualche zerbino,
l'erba del vicino,
le mie lettere d'amore
e tutta la cassetta della posta
per poi rialzarmi ferito,
con le nocche sbucciate
e le parole sporcate di pelle morta,
di nuovo davanti alla tua porta.

Credits foto: Ryky Benjamin

18 giugno 2016

Donne che aspettano i loro marinai


Donne che aspettano
i loro marinai,
donne che amano
e non li han visti mai.
Me ne sto con le mani in tasca
a guardare il mare
e tu come stai?
Da quale parte il vento ti accarezza,
piano, senza fretta,
sfiorando i tuoi capelli e la tua attesa,
la tua chiave appesa a una collana
e la sottana leggera?
Forse c'era un'onda o forse non c'era
e anche quell'isola era solo una chimera
ma adesso che il sole è sangue sulla sera
trascino la chiglia fino alla sponda
e non so se verrò subito da te
o se qualche stella polare
mi comanderà di puntare altrove
ma l'importante è avere nelle vene
il coraggio del viaggio,
l'amore per l'azzurro e per la tempesta
e questa voglia di arrivare
là dove l'ultima acqua si fonde sulla sabbia,
dove scioglierò la mia rabbia
posando la testa sul tuo seno,
dove ti solleverò,
proprio come il ponente coi tui capelli,
e voleremo via, come fanno gli uccelli
nelle stagioni più belle,
quelle che ancora non hai visto mai,
quelle in cui sbarcano solo certi marinai.

09 giugno 2016

Dioniso e calabroni


Oggi Dioniso salterellava qua e là
e si sa,
non c'è ragione che tenga:
Apollo il bello
è solo un uccello con troppe piume sulla coda
e la tua moda una pallida ombra
sul lato nudo della pelle
così, ho rotto tutte quelle anfore
e ne è straripato sangue amarissimo
pessimo per odore e digestione;
come un toro dentro un calice rosso,
ho una rabbia nera addosso
e un fosso nell'anima di cui non scorgo il fondo
perciò tieniti il tuo mondo
di talenti pettinati e dorati lustrini:
io danzo tra i confini,
in equilibrio su fili spinati,
senza parlarti né guardarti,
lontano dal tuo cervello
e dalle tue acute considerazioni,
solo con le mie brame
ed il mio sciame di calabroni.