07 maggio 2007

Primi di Maggio

Si ripetono violacei
i primi giorni di Maggio
mentre un raggio di sole
s'affaccia stranito
sul selciato bagnato di pioggia:
c'è chi sfoggia un vestito leggero,
chi invece è più infreddolito
e giorni tumefatti,
ferite d'infinito
che qualcuno ha violentato.

Attento:
se cogli un fiore dal prato muore,
se cogli un fiore perde il suo colore.

30 aprile 2007

Il mare non è lo stesso

Ma il mare
adesso
non è più lo stesso:
anche se ti sembra azzurro,
a volte calmo,
a volte mosso.

Guardo le navi passare
da questo porto
e il ricordo delle sirene
mi riempie le orecchie,
le stecche da biliardo
ed un cuore bastardo
che pompa e sbuffa.

Ma il mare
adesso
non è più lo stesso:
anche se ti sembra azzurro
è solo una truffa.

18 aprile 2007

Ala infinita

Poi (e dopo poi non so cosa)
finimmo davanti ad un cancello
e tu facesti quello che le cicale d'aprile
cantarono di fare.
Vidi la luna versare gocce d'oro,
un gatto bianco passeggiare
e la paglia bruciare in un attimo
(solo tanto dura il sogno?)

Ora le cose insistono a passare di fianco
a un mago stanco
che di gigli e conigli
non riconosce più il bianco
e poi
tanto cosa importa:
nessuna porta s'è mai aperta,
nessuna porta s'è mai chiusa:
Dio riposa sull'ala infinita
d'una farfalla gialla
alla vana ricerca d'un fiore
e ogni petalo che cade
è colore e rumore
e nulla più.

03 aprile 2007

Infinito preambolo

E' il postumo d'un bambino indifeso
il leggero peso che mi curva la schiena,
il dondolio allegro d'un altalena,
la rena sottile sul ciglio del mare
e quell'intelletto quasi artificiale
che mi faceva stare in disparte
a guardare le carte degli altri
senza giocare,
senza incrociare sguardi complici:
ogni autunno ha il suo vento,
ogni foglia ha i suoi vortici,
ogni gemma fiorita è soltanto un preambolo:
la mia ombra è l'inchiostro
d'un bambino in un angolo.

22 marzo 2007

Freddo di Marzo

Freddo di Marzo,
quarzo a primavera:
vendo praterie di frontiera
a poco prezzo
e il vezzo di mille cortigiane
a belle dame di periferia.

Stasera ho scolato una bottiglia
sincera e generosa:
mi chiedeva chi,
mi chiedeva per cosa,
alla fine è diventata
vuota e noiosa
come questo gelo marzolino,
lungo parente d'autunno,
corteo funebre d'un fiore neonato:
avrei dato tutto per un tratto di sole
ma c'è solo lutto e reclinare di viole.