05 gennaio 2009

Li senti

Li senti,
come gridano quegli innocenti
e come battono i denti
insidiati da rombi lucenti?
Li senti,
o canti la tua canzone
nel nome della rivoluzione
e dei tuoi santi?
Li senti?
Non sono nei discorsi dei presidenti,
nei cappelli dei mendicanti,
nelle dita molli dei sapienti:
sono lì,
chissà perchè, chissà per cosa,
una ginestra rocciosa,
uno spicchio di luna
in un'ombra pericolosa:
certe notti resti sveglio,
ci sono passi che non t'addormenti,
ti ranicchi come un bambino
e in quell'attimo
li senti.

16 dicembre 2008

Tranne l'amore

Tranne l'amore
non ci ha mai legato niente,
tranne l'amore,
l'amore solamente
ma ora che tutto è ininfluente
e voli barcollante
tra sentimenti incerti,
mi piacerebbe averti più vicino,
sentire il tuo respiro sul cuscino
e il passero che ti trema nel cuore
invece danzano spore,
belano agnelli dal manto lucente:
un angelo senza veste
è pur sempre innocente,
tranne l'amore
non ci ha mai legato niente.

08 dicembre 2008

Le persone non sono pensieri

Le persone non sono pensieri:
ci sono corpi veri,
disegni d'armonia,
quadri di malattia
e attimi sinceri
eppure
ieri mi pensavi
e mi sentivo vivo,
oggi scrivo di me
per convincermi d'esistere
ma è difficile insistere
in questa credenza
senza la tua presenza,
senza le tue mani,
con questo vento che imbroglia gli stipiti
e mi riporta pensieri lontani.

22 novembre 2008

Quando non hai voglia

Quando non hai voglia
ogni foglia ingiallisce,
strisciano le strisce
e pioviggina una pioggia sottile.
Quando non hai voglia
resti sulla soglia
e non pensi più a partire,
il mondo può finire
come la tua sigaretta
ma quando non hai voglia
non c'è cura
e non c'è fretta:
non importa la sincerità,
non conta nemmeno chi imbroglia,
sembra niente persino la storia
dentro questa poesia senza voglia.

03 novembre 2008

Cipresso di Novembre

Al cimitero un cipresso
ribadisce che sono depresso
ma adesso è Novembre
e si può avere umore basso:
passo le giornate
tra tiepidi progetti,
ricordi d'amore
e gabinetti,
inetti i gatti di terracotta
pesano sulle mensole
e le barbabietole sono sempre più violacee.

Stavolta non bevo niente,
lascio dilagare la mia sete,
vado in chiesa da un prete muto
che non sa nulla del mio vissuto.
Forse sono caduto in basso,
forse sono solo un sasso
che precipita senza libertà
ma questo albero lungo
mi spinge verso l'alto,
coscienza della sofferenza,
filo di lama,
gomitolo sdipanato
ma è questa la mia trama.