20 febbraio 2007

A tradire se stessi

In fondo che male c'è
a tradire se stessi?
Il carnevale è un tempo di compromessi:
se potessi metterei una maschera
da uomo vero
e, falsamente sincero,
vivrei sempre con te.

In fondo
non c'è niente di male
in un banale incrocio di ipocrisia:
anche l'amore ha un che di leggero
uno scherzo, un coriandolo e poi vola via.

13 febbraio 2007

Unghie spezzate

Ancora rosicchi le unghie
eppure sei grande
e fai discorsi seri
d'impegno, lavoro,
speranze di maternità;
ancora parli
ma hai già le dita verso la bocca:
tradisci il tuo nervosismo,
la tua falsa sicurezza
e mentre si spezza l'ennesima unghia
ascolto la tua lunga confessione
che ti gira sul ventre
come un cerchio d'hula hoop.

Ti lascerò col tuo peso
ma ti sentirai sollevata:
la vita va graffiata,
fatta sanguinare,
qualche unghia rotta
significa lottare.

05 febbraio 2007

Che sono triste

Mi hanno detto che sono triste
e che esiste la felicità:
sta nelle cose semplici,
nell'arrendersi all'evidenza,
nell'adattarsi alla realtà.

Guardano il mio elmetto
e le mie bombe a mano,
pensano a com'è strano
un soldato in città,
uno che combatte inutilmente
per valori da niente
mentre un mondo accogliente
ed un morbido sofà
hanno già pronta la forma del sedere.

Mi hanno detto che sono triste
come una mosca in un bicchiere
ma il mio sangue è whisky
e mi verso da bere.

26 gennaio 2007

C'era proprio bisogno

C'era proprio bisogno della pioggia:
incoraggia la malinconia.

Bevo un liquido rosso e amarognolo,
penso ai gatti sulla via
che non hanno bisogno di case,
che non hanno nulla di umano,
intruglio di streghe,
orgoglio di qualche merlino.

Già,
c'era proprio bisogno della pioggia,
nel casino di questi battiti animali,
nere ali di cormorano,
goccia su goccia a ripulire i viali,
a benedire me che ancora ti amo.

19 gennaio 2007

Dopo le cinque

Dopo le cinque
nessuno mi convince
che il cuore è uguale a prima,
la sera tracima e concima il cielo di opache stelle,
ritorno a tutte quelle cose che ho perduto
ridefinisco i contorni dei giorni passati,
ricalco di rosso le ferite
e le vite degli altri guardo da lontano.

Dopo le cinque
siamo diversi,
persi in vaghi tramonti
con romanzi d'amore
che si sfaldano tra le dita
ed il tè amaro
più amaro di tutta la vita.