07 febbraio 2015

Un uomo più semplice


Ho bisogno di purezza,
di diventare un uomo più semplice,
complice ma non complicato:
dov'è il giusto sarà il giusto,
dov'è sbagliato sarà sbagliato.
Ho bisogno di mettere via
le mie paure, la mia malinconia
e non credo che sarà facile
rinunciare a certe sfumature
ma troppe volte mi sono lasciato cadere
dentro ombre scure
di impossibile interpretazione.
Ho bisogno anche di te,
del tuo essere così diverso,
ho bisogno di sentirmi perso
quando ti guardo di nascosto:
io non so ancora
quale sarà il mio posto,
ma non cerco certezza,
ricchezza o fedeltà;
ho bisogno di tutto
ma con semplicità.

05 febbraio 2015

Mi nevica addosso


Mi nevica addosso,
come un coriandolo che non posso afferrare
ma lasciati baciare
almeno in sogno,
ho bisogno di sciogliere
un po' di questo gelo
che avvolge il mio respiro,
che si aggrappa alle mie labbra
e lì rimane
scucito dalle banali trame del mondo.
Sprofondo nel bianco
senza contorno,
non so se ritorno,
certi diamanti sparsi sul selciato
hanno spiegato la ricchezza ai fiocchi
ma i rintocchi del campanile
hanno coperto ogni discorso
e mi rinevica addosso che sembro quasi un pupazzo
col naso a pepita e un imbarazzo strano:
in testa un ti odio, nel cuore un ti amo.

Su ogni seme


Amando te
come se non ci fosse un domani,
senza filosofare troppo
sul fatto che tu non mi ami
e che le tue mani non mi stringono mai.
Raccolgo piano le mie spine
e le passo tra le dita,
gocce rosse su una pepita d'oro:
è così che coloro il mondo
e la sua carne infinita;
chiamala vita
oppure illusione
ma c'è il tuo nome
su ogni seme,
quadri, fiori, picche, cuori
mentre di me non t'innamori.

30 gennaio 2015

Sole e brina

sole brina
Tu sei bella,
tu sei quella che mi gela le vene
quando arrivo al massimo calore,
sei la gioia e il dolore
ma anche il sole è una stella,
forse troppo per bene:
esce solo di giorno
e si conserva la sera,
chiude in abito rosso
e s'addormenta in collina
ma al mattino si sveglia,
sbadiglia e scioglie la brina.

Perfettamente la neve


Perfettamente la neve,
come se tutto andasse bene,
come se non ci fossero schiene voltate
né puntate sbagliate su cavalli perdenti:
chissà se ti accorgi
del rumore di questi fantasmi bianchi
che stanchi si lasciano cadere
mentre io resto a sedere in disparte
con le carte spaiate
e le facce dei dadi sporcate di tormenta.
Ho scommesso con triste evidenza
su un numero che non esiste,
ancora insiste la nevicata:
credevo di averti trovata
invece era solo un'ombra nel bianco,
ora sono stanco
e parlo di te ad un angolo sordo
mentre i muri si crepano
e la vita che mordo
perde sapore;
forse sono migliore
di quello che sento
ma preferirei non sentire
tutto questo tormento.