11 agosto 2012

Le stelle stanno su

Oggi le stelle stanno su:
sarai tu che con un filo le reggi
o saranno le greggi di uomini
col naso in alto a respirar la tradizione.
Dicono che ogni luce abbia un nome
ma forse è solo un abbaglio,
un inganno della mente
che si sente più sicura
con le sue definizioni
mentre io resto qui,
tra milioni di costellazioni,
con le mie inutili considerazioni,
pensieri da niente:
non c'è stella cadente all'orizzonte,
non c'è fronte, non c'è retro;
nell'esiguo spessore di un foglio
ti ho cercato amante mia
ma ho trovato un altro imbroglio
groviglio d'inchiostro e di poesia.

08 agosto 2012

Il vincitore è solo

Il vincitore è solo,
con la sua maschera d'oro,
il rumore degli amici,
e il profumo dell'alloro
ma se non l'hai capito
il vincitore è solo,
nella sua diversità,
nel suo talento divino,
nella sua inclinazione ad essere primo:
nel suo complesso volo
il vincitore è sempre solo
ed ora che punti il dito
verso l'errore ed il declino
che come un chiodo l'ha trafitto,
godi della tua morale
ma non sei tu che l'hai sconfitto.

21 luglio 2012

Acqua dolce

Guidavo un motorino
che non saprò mai guidare
e ti portavo al mare
che tu non vuoi vedere.
Nel chiosco un panettiere,
pizza, focacce, olive nere
e tu bianca come neve di Luglio
in un subbuglio di cromosomi e stagioni
ti sciogliesti in acqua dolce,
speranza di fiorai,
senza ridarmi quel bacio
che non t'ho dato mai.

23 giugno 2012

Bacardi e lacrime

Se credi che tutto sia pulito,
che ogni ponte sia costruito e solido,
che ogni morbido abbraccio sia rosa e ciclamino,
ricorda che il destino non ammette il massimo bene
e che le pene dell'uno sono spesso la gioia dell'altro:
è così che passano le stagioni,
tanto comiche che sembran tragiche
e tra una foglia e un sole giallo
c'è chi si versa bacardi e lacrime.

18 maggio 2012

Nel cuore della notte

Ciao disse uno
nel cuore della notte
sperando che la notte
avesse un cuore,
la rocca piange il sangue di Astianatte,
Achille sogna d'essere migliore
ma tutte queste storie su uno scudo
non bastano a guarire la ferita:
ci sono miti aguzzi che non crollano,
si incarnano nel petto e nelle dita;
così
uno restò solo nella notte,
sperando che la notte fosse breve,
la vela già seguiva nuove rotte
di gerbere, girandole e voliere.