29 agosto 2006

Un filo di fumo

Gerle piene di perle,
ti piacerebbe averle,
invece solo fieno
e un treno in lontananza
sopra cui danza un filo di fumo:
è il tuo desiderio
ma non dirlo a nessuno,
se ancora c'è calore
nel tuo cuore viaggiatore.

23 agosto 2006

Obelischi

E passerà anche questa estate
bianca e scarna
come una lucerna spenta
e passerà contenta di passare
come il mare che torna su di sè
e passerà come se non fosse mai arrivata,
come se fosse rimasta impigliata
in certi rami di vischiosi vischi
nel tempo immobile degli obelischi.

22 agosto 2006

Ma non parla di niente

Un'altra volta mattino:
il vino nel bicchiere è finito
e l'ultimo mito è traboccato nell'alba.

E adesso chi mi scalda?
E adesso chi mi schioda?
E adesso chi mi scruta?
Una foto muta e sorridente
che sa già tutto
ma non parla di niente.

18 agosto 2006

La città immobile

La città deserta,
modesta e abbandonata,
la città odiata,
dimenticata,
la città fondata per sbaglio
in un serraglio lontano dal mare,
la città da non raccontare,
la città che rimane a guardare,
mentre la gente corre a cercare
strade nuove per respirare,
stimoli umidi per lasciarsi innamorare,
violini e lampare,
vini divini e giare:
la città che sta,
mesta e grigia,
ad aspettare.

Finta battaglia

Il mare era una bugia azzurra,
le nuvole lingue di serpente
e tu...
forse tu non c'entravi niente:
eri solo una parola inesistente
pronunciata da una fata insolente,
scesa da una stella cadente
ad ingannare gente
che ingenuamente
si ostinava in credenze senza senso.

Stop.

Mondo denso,
melenso che si squaglia,
dipinti da guerrieri
su petti di finta battaglia.

17 agosto 2006

Regina insomniae


Era un sogno,
un ristagno della mente,
capelli e calze nere,
bisogno di avere qualcuno vicino,
e stringeva così forte da far male:
un'ossessione che non so scansare,
un nome che non si potrà incarnare,
la regina di tutte le donne
o solo la sgualdrina
di un'altra notte insonne.

15 agosto 2006

Un buon pugile

Sarei stato un buon pugile:
ho il senso dell'inutile
e prendo botte per natura
ma non ho paura,
la stortura del mio naso
non intacca il cuore:
donne vincenti
m'han lanciato il paradenti,
gangster gelosi mafiosi avvertimenti.
Sì, sarei stato un buon boxeur,
di quelli perdenti
con lo sguardo malinconico
e un desiderio cronico di menar fendenti,
avrei usato canguri per gli allenamenti,
avrei incassato i loro colpi violenti
ma prima di cadere al tappeto
gli avrei fatto i complimenti.

14 agosto 2006

Balene bianche

Tra l'orologio e il necrologio di un martire,
sfogliando le carte di una zingara mora,
chiedendo al tempo una nuova dimora
dove non stare per più di un secondo,
amando il mondo,
ma ricordando il tonfo e le palpebre stanche
di cento milioni di balene bianche.

12 agosto 2006

Pane di luna

Pane di lunaL'estro e il capestro:
tutto questo è già scritto
da tempo immemorabile
sulla parte più friabile del pane di luna.

Ho cercato nella tua pelle
quelle atmosfere che avrei voluto respirare,
ma ho sentito solo paura,
natura che cerca di sopravvivere.

Ciò che mi resta è l'ansia di scrivere,
storie di manati confusi per sirene,
sogni affondati di graffi e di schiene.

07 agosto 2006

Il nodo

In qualche isola della Papuasia
o in qualche antro di coscienza caucasica
si nasconde la soluzione
del nodo che lega uomini e stelle.

Allora ti canto una di quelle serenate tristi
che ti fanno capire
che esisti solo perchè c'è l'amore
e ancora ti racconto
la storia del demone buono
e dell'anemone profondo
e poi incanto il mondo
con una poesia di pochi versi
che rivela a una palma
quanto siamo dispersi.

06 agosto 2006

Cose serie

Le ferie?
Non saran mica cose serie:
l'uomo trasforma in miserie
opere d'arte universali
poi paga cambiali
per alberghi di creta,
un pezzo di sabbia,
un chilo di dieta.

Lavora senza una lira
rimando e limando il poeta.

03 agosto 2006

Glossario per passerotti


Un glossario per passerotti
ed un tè per i biscotti,
definizioni per piume ed ossa cave,
rotture del digiuno alle cinque di sera:
non voglio altro,
nè la malattia nè la cura,
nè coraggio nè paura.

So quanto può essere dura la vita
e la preghiera di una vergine romita
al tramonto in una stamberga
ma ovunque si perda la mia anima,
voglio soltanto un petto d'uccello,
come sospiro, preghiera pagana
in quell'attimo di vespro commosso
che tinge di rosso la mia meridiana.